È stupido uscire la sera in Brianza

Brianzacore

I Finnegans stanno in provincia come la verità, a Carate Brianza nessuno si ascolta la musica perché va di moda. Qui si piange musica nelle cuffiette dilaniati camminando verso casa nel deserto. E comunque sta musica rimane la merda più vera che un milanese potrà mai sentirsi.

Brianzacore è un importante estratto di ciò che la provincia ti dà, non credo che i Finnegans vogliano cambiare Briosco o Alserio, penso che i Finnegans attraverso la loro sensibilità vogliano assorbirne ogni tratto. Quella creatività grezza che solo l’assenza di stimoli può regalarti, senza la tecnica della formazione giovanile imposta, senza l’arroganza dei salotti e delle lettere classiche. Convinti di non avere possibilità, convinti di essere i più grandi artisti della storia dell’umanità grazie alla mancanza dei grandi del passato sulle spalle; bugie d’assenza di confronto per poi scoprire che conosci più artisti indie di chi vive in Moscova. Non puoi andare ai party se non sai da chi dormire, camminare lungo le rotaie la notte alle quattro per tornare a casa. Spaccarsi di alcol in provincia per non morire. Io sento questo e sento me stesso e mi sento capito e voglio sentirmi violento e dolce come Brianzacore, come Sugo, come Per farti felice. Questo album è un lungo ritorno a casa nei boschi sbronzo tra le strade del mercoledì sera al bar con le sedie di plastica e poi kebab. Giovedì con un cazzo da fare che non ci sono lezioni, troppo grandi per le superiori, troppo piccoli per un lavoro decente che ti faccia campare. Ti svegli il giorno dopo e scrivi, senti post punk fai colazione pensi a due tre rimpianti sorridi c’è sempre un cielo di merda e tu stai bene. Questa malinconia non è per tutti, questione di Anticorpi. Voglio i Finnegans nella mia vita, voglio urlare sotto il loro palco al Lambrock o del Festivalbar, anche se ci fossero solo quattro persone a guardarli. Ho bisogno di sentirmi capito come non fa mai nessuno con nessuno tra Como e Monza Brianza. I compromessi non fanno mai bene a nessuno, tanto vale essere veri che fare canzoni che ti fanno schifo per suonare al Miami e leccare il culo di tre producer con 5k su Instagram. Veri e crudi, «troppo strano per non sembrare strano anche io». Stasera mi risento Brianzacore, poi vado al solito bar qua di fianco sicuro di trovare qualcuno che ancora non so. Mi prendo tre negroni e forse si dirà di andare a ballare. Ci vuole un fegato importante per sopravvivere alla Brianza. La nostra vita è Hardcore Brianzola con sfumature di boschi malinconici.

«Sarà la tristezza o la città e quel desiderio di scappare via dai prati grigi che mi guardano correre e volan via».

di Domenico E. Spagnuolo
Fotografie di Francesca Notaro

Il servizio fotografico è stato realizzato in occasione del “Listening Party” di Brianzacore del 7 maggio per promuovere l’uscita dell’album; il tutto è avvenuto presso il Mondo delle Uova (Arosio). Il Listening Party si è poi improvvisato in un concerto.

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Domenico Emanuele Spagnuolo nasce a Erba nel 1994, dove oggi, dopo la laurea in giurisprudenza, vive e lavora come praticante avvocato e professore di diritto ed economia politica, quando non si dedica alla poesia. Nel 2019 co-fonda l'associazione culturale La Beula, di cui è tutt'ora presidente, oltre che essere autore e far parte dell'organizzazione del suo Magazine. In un'altra vita sarebbe di certo stato un fisico milanese con il dolcevita e saggista di filosofia matematica, nonché sciamano amatoriale.
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