Libri al Sette

Leggere a Carugo

«Oggi la mia Brianza si è svegliata in un silenzio irreale. Dico mia anche se tecnicamente non lo è. Ma mi ha adottata ormai. La Brianza magari sembra un po’ sulle sue, tiene a distanza, a volte, ma quando poi ti apre le braccia e te le spalanca, allora la Brianza diventa anche tua».

È questo l’incipit del racconto scritto da Carmen Legnante dal titolo Silenzio in Brianza e contenuto in Brianzoli per sempre edito da Edizioni della Sera, un piccolo editore di Roma che ha lanciato l’idea di creare delle raccolte di racconti dedicate alle diverse zone e regioni di Italia. Come spiega Luca Levati nella prefazione, il libro, composto da venticinque testi, si prefigge il compito di raccontare le numerose Brianze che compongono un territorio tanto eterogeneo nella sua conformazione e storia, quanto affine nel desiderio di lavorare, inventare e produrre, di non arrestarsi mai nel suo essere frenetico e de cursa.

Carmen racconta del momento di immobilità che ha vissuto durante il lockdown con la volontà di rappresentare la forte contrapposizione tra una calma inaspettata, quasi spettrale, e il lavoro a tutti i costi, la prima caratteristica tipica della Brianza a essersi presentata a lei. Carmen infatti non è brianzola, e non è neanche scrittrice. Carmen fa il lavoro più bello del mondo, quello che lei stessa definisce come un ormai inflazionato sogno nel cassetto, la libraia, e lo fa in una città che non le appartiene dalla nascita, ovvero a Carugo.

Libri al Sette viene alla luce per una serie di coincidenze romantiche, mi spiega la proprietaria: passando e ripassando davanti ad un locale in cerca di unə occupante, nella città in cui si è trasferita dopo il matrimonio, Carmen «articola e si figura un paesaggio fatto di libri, che poi sarebbe lo spazio della sua libreria», come da definizione del libraio di papà Adelphi, Roberto Calasso. Il salto nel vuoto scaturisce da un momento di crisi, lemma a cui si dà solitamente un’accezione negativa, ma che in realtà deriva etimologicamente da un termine medico che indica il momento di discrimine, il culmine della malattia, dopo la quale si può guarire o inesorabilmente peggiorare. E dalla voce squillante di Carmen, che è riuscita a incastrare il mio interesse per la sua libreria tra i suoi numerosissimi impegni, sono pronta a scommettere che sia guarita e si sia salvata da una routine pendolare – decisamente brianzola – a lei troppo stretta. La sua è stata una vera e propria scommessa, dal momento che un’attività come Libri al Sette non era esattamente richiesta sul territorio: infatti, se da una parte in quel periodo molti negozi a Carugo stavano chiudendo, dall’altra non vi era nemmeno un’attenzione particolare nei confronti del mondo del libro. Eppure, la libraia oggi si ritiene molto soddisfatta, considerando anche i sette anni di attività da poco festeggiati.

Ma torniamo al silenzio, quello in cui si è risvegliata Carmen alcuni mesi fa e che lei stessa ha voluto incidere con carta e inchiostro in questo progetto a più voci. Una calma che ha stravolto la quotidianità di tuttə: d’un tratto, la distanza dal prossimo è diventata necessaria e salvifica, la frenesia dedita alla produttività si è spostata all’igiene personale e le abitudini sono state stravolte a favore di un improvviso fermo immagine; si è scoperto che esistono beni di prima e di seconda necessità, lavoratorə di serie A e di serie B – così come malatə di serie A e di serie B – ma soprattutto che alcune attività sono da ritenersi indispensabili al funzionamento e al benessere della nostra società. E anche se con la cultura non si mangia, abbiamo imparato che ci può far uscire di casa: le librerie, a partire dal 2020, sono “diventate” un presidio sociale fondamentale, al pari di farmacie e alimentari, raggiungibili con l’ausilio di un’autocertificazione.

In questa senso, non solo le vendite online sono cresciute del 42% durante lo scorso anno, ma lə addettə ai lavori hanno anche pensato di potenziare i canali a loro disposizione. Alcune case editrici, infatti, hanno reso disponibili gratuitamente diversi e-book presenti nel loro catalogo – si pensi a Feltrinelli Comics o a il Saggiatore – le librerie di catena si sono mosse per facilitare allə clienti non solo l’acquisto online, con maggiori possibilità di scontistica e assicurando spedizioni veloci, ma anche quello da farsi in libreria, tramite numeri di telefono adibiti alla messaggistica istantanea e consegne a domicilio e, infine, potenziando l’uso del più importante strumento comunicativo a loro disposizione, ovvero i social. Le librerie indipendenti, quelle che nell’immaginario collettivo hanno maggiormente sofferto questo periodo di emergenza sanitaria, sono quelle che più hanno dovuto trovare il modo di reinventarsi e, in questa direzione, che più hanno avuto possibilità di manovra. Una menzione particolare va ancora una volta ai social, che hanno permesso un colloquio diretto con lə cliente “distanziatə” nella propria casa, e all’attività di un’organizzazione come Bookdealer, la prima piattaforma di e-commerce in Italia a sostenere le librerie indipendenti. Si potrebbe dire che il modus operandi sia simile a quello di IBS, ma con la possibilità di richiedere il libro prescelto dagli scaffali delle librerie convenzionate del proprio quartiere o della propria zona, così da poterle sostenere attivamente anche a distanza.

È proprio per mezzo di Bookdealer che mi è stato recapitato comodamente a casa il libro in cui compare il già menzionato Brianzoli per sempre. Carmen stessa, mi dice, ha ricevuto un importante aiuto da questo novello e-commerce tra i mesi di settembre e dicembre, il quale non solo le ha permesso di non abbandonare lə fedeli clienti di Carugo, ma ha ampliato il suo bacino di utenza. Bookdealer, infatti, funziona per geolocalizzazione e questo ha fatto sì che moltə utenti, ignarə dell’esistenza di Libri al Sette, la scoprissero proprio sotto casa. Così, anche dopo le chiusure imposte dalla pandemia, un’importante mole di clienti è rimasta agganciata alla libreria di Carmen.

A questo proposito, è importante sottolineare come non ci siano librerie come la sua nelle zone limitrofe: è indipendente, generalista, ma soprattutto l’idea che il progetto sottende è quella di creare un luogo di resistenza e di crescita culturale per il territorio. Carmen esplica puntualmente il suo credo attraverso la proposta dei libri per ragazzə: molte volte, i testi che sceglie per questa sezione trattano temi forti e attuali, proprio nell’ottica di un’educazione anche sociale e per costruire uno spazio sicuro, un luogo di riferimento per argomenti che incontrerebbero altrove ostacoli ostici. Come mi spiega Carmen, se si racconta nel modo giusto, si può raccontare anche a bambinə e ragazzə: non è il “cosa”, ma il “come”. Così, allə più piccolə si può leggere della Resistenza o di femminismo ma l’importante, come sottolinea la libraia, è che si legga loro fin da neonatə, perché non è mai troppo presto per appassionarsi alla lettura.

Ecco cos’è Libri al Sette, ed ecco cos’è una libreria indipendente. Carmen sceglie personalmente tutti i titoli della sua libreria – in tempi non sospetti, si parlava di circa mille libri in pochi metri quadrati – e si affida soprattutto a editorə indipendenti anche se, molte volte, sono lə autorə stessi a cercarla, soprattutto scrittorə del territorio, a cui è dedicata un’intera sezione. Per quanto riguarda i titoli delle case editrici di catena, Carmen mi confida di scegliere sia in base ai suoi gusti personali, sia in base alle richieste dellə clienti abituali. Infatti, in una realtà così ristretta, è facile riconoscere le tendenze di lettura di ogni avventorə, ed è ancora più facile rimanere in contatto con ognunə di essi: spesso Carmen manda dei messaggi personalizzati allə clienti quando pensa che un nuovo titolo possa fare al caso loro. È un meccanismo che la libraia ha utilizzato e ha sviluppato in modo particolare durante la pandemia, portando personalmente o spedendo il libro prescelto, mantenendo così un rapporto diretto con chi lo richiedeva.

È emozionante sapere che la fidelizzazione avviene anche senza strategie di marketing e di vendita: Carmen non vuole che lo dica, ma dopo averle chiesto se parla di libri per venderne o se vende libri per parlarne, mi racconta un aneddoto per cui ha preferito regalare delle copie di alcuni suoi scritti piuttosto che invitare all’acquisto dell’intero libro. Carmen preferisce lettorə contentə che poi ritornano, un rapporto di fiducia che porta anche a perdere una vendita allo scopo di indirizzare lə lettorə verso il libro giusto, nel momento in cui si renda necessaria una guida. Sono queste ultime parole di Carmen a darmi la miglior definizione possibile di libraiə.

Questo e altri consigli della libraia di Carugo si ritrovano sulla pagina Instagram dedicata alla sua attività. Torniamo dunque all’importanza che i social possono aver avuto in questo periodo eccezionale: alla stregua di Tegamini e di vari altrə lettorə di spicco, sempre prontə a parlare, a discutere e a consigliare libri da leggere, si è infatti rafforzata in questi ultimi mesi la figura dellə book influencer. Carmen ride quando le chiedo se può in qualche modo definirsi tale, eppure cura una newsletter settimanale da sette anni – da quando, insomma, ha avviato la libreria – all’interno della quale si trova spesso un suo commento su iniziative, eventi o attualità, seguito da un consiglio di lettura o da un’opinione su un libro appena letto; pubblica inoltre almeno due post a settimana sul suo feed – spesso IGTV in cui fa piccole recensioni. Il segreto, mi svela, è metterci la faccia: sono i post in cui si mostra che ottengono più consensi e che più sono richiesti dal suo pubblico, e tanti sono lə clienti che si presentano in libreria con l’elenco dei libri consigliati da Carmen attraverso le piattaforme social.

In questo modo, è inevitabile che si crei una sorta di community, un gruppo con cui è possibile discutere e confrontarsi anche solo per mezzo di like, commenti o poche battute, permettendo uno scambio costante di opinioni e, soprattutto, di racconti. Carmen consiglia, ma riceve anche consiglio: viene stabilito un dialogo con lə cliente/lettorə, che è quanto succedeva nei lontani tempi delle presentazioni, un tipo di iniziativa molto cara a Libri al Sette e che permetteva ancora una volta l’incontro e la condivisione in una libreria relativamente piccola negli spazi.

Una volta mi dissero che la lettura mi sarebbe stata d’aiuto contro rabbie e frustrazioni. A me piace immaginare che chi faccia lə libraiə sia ben consciə di questo consiglio, che sia affisso sugli armadietti di ogni addettə in libreria, e non stento a credere che qualcosa di simile si trovi sulle pareti di Libri al Sette. Carmen, consapevole del potere a lei conferito, è riuscita a restituirmi tutto l’entusiasmo di chi è oberatə di lavoro, ma di cui non potrebbe fare a meno. È questo l’esempio lampante di chi lavora per vivere e che, nel consegnare nelle mani altrui scenari di vita in grado di cambiare la propria percezione delle cose, vede restituirsi tutte le energie spese nella propria attività. Carmen mette in atto con lə suə clienti un do ut des privo di malizia e colmo di passione ma che, per la sua dedizione al lavoro e alla ricerca continua di soluzioni che stimolino l’avvicinamento alla lettura, la rende più brianzola di quanto lei pensi.

di Giorgia Levy
Foto di Marta Di Donna

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Giorgia Levy è una studentessa di Editoria, culture della comunicazione e della moda all’Università degli studi di Milano, laureata in Lettere moderne con una tesi incentrata sull’analisi delle presenze dantesche in alcuni passi selezionati del Decameron. Classe 1996, è nata e vive su quella splendida cartolina che è il lago di Como. Dopo aver portato innumerevoli caffè e servito molti pranzi, ha trovato la sua strada assaggiando il mestiere della libraia. In attesa di tempi migliori, si diletta nella stesura di piccole recensioni che possano far avvicinare chi vi incappa a quella che è la sua più grande passione: la lettura. In un'altra vita non copierà più tutte le verifiche di matematica del liceo e diventerà ingegnere aerospaziale.
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