Fearful Man Band

Non avendo nessuna aspettativa non si può fallire, ma di contro si può avere la possibilità di essere sinceri. Non volendo monetizzare, essendo poco italiani nella ricerca dell’appagamento dell’ego, Alessandro Vanossi e Samuele Sala hanno deciso di fondare una band.
Nasce come uno scherzo: «Che facciamo, che non facciamo? Apriamo un profilo Instagram. Dai, poi ci troviamo a casa tua, call di tre ore. No, ascoltami, cazzo fai? Ho messo due note sul sintetizzatore, ti va di sentirle?». Nasce un primo pezzo.

Io l’ho visto crearsi, è stato mixato nel giardino di casa mia, senza un’aspettativa, solo per divertirsi. Che poi non era nemmeno un divertimento vero: si divertivano a giocare a palla, a lanciarla nel giardino dei vicini e a spaccargli le finestre. Quello che si può sentire su disco è pura espressione di sé. Alessandro ha sempre voluto raccontare la sua realtà, essere vero per lui è naturale e questo lo rende unico in un mondo in cui tutti vogliono emergere: «Dai, facciamo sto progetto poi se non va amen, ne creiamo un altro».

Intro acustica, secondo pezzo ambient, terzo pezzo con sentori jazz e l’ultimo super pop – che poi è talmente indie che effettivamente pop non è; sarà più “Dream Pop Brianzolo”, lo definirei così l’EP dei Fearful Man Band So much to learn from sadness, ci si sentono i boschi. C’è dentro il lago di Pusiano (ma dal lato di Bosisio Parini), ci sono dentro gli alberi di Monguzzo. Il Dream Pop Brianzolo nasce in una camera a Monguzzo, cresce nella periferia di Ponte Lambro.

Samuele Sala ha sempre scritto pezzi pensando ai live. Lui è un batterista/percussionista, si interessa poco degli altri strumenti. Mi dice: «Eh, ma è sbagliato scrivere i pezzi pensando ai live» e c’ha ragione, perché così non ragioni per step, non fai una cosa alla volta come dovresti. Un live non saprebbero nemmeno come organizzarlo loro, l’EP andrebbe riarrangiato completamente, non sono veri e propri musicisti. Sono figli dell’assenza di tecnica, necessaria per evitare di soffrire il peso di chi c’è stato prima, per scansare le banalità tecniche e l’eccesiva pulizia che condisce i dischi di plastica. Sono dei creativi, ed è incredibile come suoni bene il loro progetto al netto di quanto detto.

Se volete sentire i boschi cercateli su Bandcamp, è solo su questa piattaforma che potrete acquistare la loro musica. L’assenza di ego gli ha dato la possibilità di strutturare un vero progetto collettivo, nato con la stesura di Situation normal, una palese poesia di Alessandro Vanossi, contornata dalle idee di Samuele Sala. Negli altri pezzi potrete sentire suonare Eran Hendrickx, Aronne Pleuteri, Filippo Santini e Mila Spada. Se non hai ego e non vuoi per questo importi, non metti nel cassetto le idee altrui. Fearful Man Band non è espressione di una creatività singola, ma comune. Sam e Ale lavorano spesso insieme, sanno cosa vuol dire teamwork. «Lavorando nella pubblicità d’altronde…», io non capisco subito cosa intendano, chiedo di spiegarmi meglio la loro idea di lavoro. «Non è importante avere migliaia di visualizzazioni, ma coinvolgimento; in tutto questo è fondamentale l’identità».

Cazzo, siete perfetti per La Beula, voglio mostrare questo progetto, voglio che la gente cerchi i vostri video su YouTube, che scopra pian piano che i primi video sono stati registrati con il cellulare su un’altra registrazione che veniva riprodotta su PC. La produzione è palesemente originale: chi avrebbe mai pensato a un outro con assolo di unghie? Nessuno mai.

La professionalità ad ogni modo non manca, dall’esperienza dei collaboratori sopra citati alla dedizione produttiva. «Sintetizzatore e poi? Pensiamo bene a cosa vogliamo nel pezzo, sentiamo ogni consiglio, registriamo». È tutto dannatamente pensato per restituire il proprio mondo, e sono così soddisfatti del loro prodotto. Una donazione di sessanta euro gli fa pensare che sono sulla strada giusta fin dal primo singolo. Hanno deciso che non gli interessa Spotify e quei due euro ogni tanti-mila ascolti, che non gli interessa il CD fisico, piuttosto preferiscono vendere meno di venti magliette (merchandising sold out in pochi giorni).

Allora il progetto va, c’è anche qualche ascoltatore estero, soprattutto belga. Dove sarà il primo live? «A Monguzzo» scherza Alessandro Vanossi, ma è uno scherzo forse mica troppo. Lui non se ne vorrebbe andare mai; e che gli manca? Se giri con il cane per i boschi di Monguzzo forse nella vita non ti manca proprio niente, e lui e Sam tra Milano e Lecco ci hanno studiato e lavorato a lungo, sanno che esiste un altro mondo fuori di qua, sanno che esiste un altro mondo più vicino alle views. Sanno che c’è la chitarra scordata in Empty room and a head full of horrible ideas, ma non gliene fotte un cazzo.

Li descrive meglio una foto dei Jonas Brothers che questo articolo, ma li definisce ancora meglio farsi un giro su ‘ste montagne dell’Alta Brianza. Li definisce ancora di più bersi qualcosa e ascoltarsi il loro EP su Bandcamp. La loro estetica è chiara, la loro idea è chiara, la loro musica è chiara, la loro direzione è chiara, sono veri in una realtà di provincia. Questo è molto più di quanto molti artisti potranno mai realizzare nel corso della loro vita.

di Domenico E. Spagnuolo
immagini: still dal video “So Much To Learn From Sadness – The Unsettling, Lighthearted & Melancholic Movie
” © Fearful Man Band, guarda il video su youtube

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Domenico Emanuele Spagnuolo nasce a Erba nel 1994, dove oggi, dopo la laurea in giurisprudenza, vive e lavora come praticante avvocato e professore di diritto ed economia politica, quando non si dedica alla poesia. Nel 2019 co-fonda l'associazione culturale La Beula, di cui è tutt'ora presidente, oltre che essere autore e far parte dell'organizzazione del suo Magazine. In un'altra vita sarebbe di certo stato un fisico milanese con il dolcevita e saggista di filosofia matematica, nonché sciamano amatoriale.
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